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Veloce, pratica e ricca di opportunità, la tecnologia ha cambiato completamente l’esperienza d’acquisto, rendendo più facile per i consumatori scoprire e acquistare i prodotti con un click.

ACQUISTARE? È ARRIVATO IL MOMENTO DI ABBRACCIARE L’E-COMMERCE

L’e-commerce ha messo le ali ormai da qualche anno, ma la pandemia covid-19 gli ha fatto innestare il turbo e ad oggi risulta irrinunciabile per qualsiasi brand ed operatore commerciale che guardi al futuro. Nell’attuale contesto commerciale, vince chi è più bravo a comprendere i gusti del cliente sfruttando le potenzialità della rete e indirizzando chi fa acquisti verso il suo prodotto, il suo servizio, la sua offerta.

IMPRESA E ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI VANNO DI PARI PASSO

Pubblicità sui media tradizionali, spot e annunci tv: tutto questo esiste ancora ed è importante, ma a canalizzare gli acquisti è sempre di più la “vetrina digitale” che cammina molto spesso sulle gambe dei social Network. Ecco perché Facebook e Instagram oggi sono le nuove frontiere del marketing per raggiungere gli utenti e guidarne le scelte.

Una ricerca Forrester dice che già prima della pandemia il 51% delle vendite in negozio erano influenzate da messaggi e consigli provenienti dal digitale e un’indagine Facebook evidenzia che il 37% delle vendite nei negozi sono influenzate dai contenuti virtuali, tanto che soltanto il 44% dei retail segue oggi unicamente canali offline. A confermare le forti potenzialità di mobile e social nello shopping anche un’altra recente indagine, la “Coronavirus Research” (realizzata tra il 29 giugno e il 2 luglio 2020) firmata Global Windex, secondo cui per il 36% degli italiani, gli acquisti online sono l’attività numero uno da mantenere e implementare dopo il lockdown.

Insomma, se prima della pandemia l’e-commerce camminava spedito, oggi corre e orienta fortemente le scelte dei clienti, che acquistano mentre navigano su siti, app, social. In Italia gli acquisti online sono cresciuti del 20,5% (dati Emarketer maggio 2020) e un italiano su due preferisce la rete rispetto a negozi e grandi magazzini.

Oggi non è più possibile prescindere dai nuovi contorni dello shopping; si compra mentre si naviga, si chatta, si guardano le news sul pc o sullo smartphone, si controlla la posta, si scaricano film o documenti. Una presenza “social” permette da un lato di intercettare facilmente i possibili clienti in uno scambio reciproco di informazioni e dall’altro offre occasioni potenzialmente illimitate di trovare il negozio cercato, che sia fisico o virtuale. Ecco perché il funzionamento del social interpreta alla perfezione il ruolo del migliore incrociatore di domanda e offerta e della più efficace vetrina virtuale.

MA QUANTO È DIFFUSO L’E-COMMERCE? 

Negli ultimi tempi sta diventando sempre più ampia la presenza delle imprese italiane che cercano di utilizzare l’online in chiave strategica. L’obiettivo è raggiungere i mercati esteri, dove il MADE IN ITALY ha un plusvalore riconosciuto e apprezzato.

Nel 2020 il 79% dei consumatori globali ha acquistato online. I settori che ne hanno più beneficiato sono stati abbigliamento, scarpe ed elettronica, soprattutto smartphone (+45% vs 2019), seguito da pc (+41) e tablet (+33%). Questi dati sono stati evidenziati all’evento in streaming organizzato da PwC “L’Export Digitale per le PMI: le opportunità per il Made in Italy”.

Secondo la Global Consumer Insight Survey 2020 di PwC rispetto al 2019 sono cresciuti del 5% i consumi globali avvenuti attraverso i canali online e di questi un consumatore su cinque fa acquisti esclusivamente su internet. Il 41% continua a preferire il negozio per le spese giornaliere e settimanali, contro il 33% che preferisce lo smartphone. Per il 42% dei consumatori l’elemento più importante per l’acquisto su internet sono velocità e affidabilità nelle consegne.

ITALIA TRA PASSATO E FUTURO

Il 2020 rappresenta un vero e proprio spartiacque nell’utilizzo dell’e-commerce da parte delle imprese italiane, infatti prima di quest’anno le vendite digitali erano poco diffuse e rappresentavano pertanto una piccola fetta di fatturato.

I dati dimostrano come l’investimento nel digitale del retail italiano nel 2020 è passato dall’1,5% al 2% del fatturato per sviluppare canali di vendita alternativi ai negozi, penalizzati dalle limitazioni imposte dalla pandemia covid. Lo ha segnalato la settima edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano che sottolinea come l’aumento sia un “effetto combinato di due andamenti contrapposti: crescita degli investimenti e calo del fatturato”.

Nel 2020 l’e-commerce in Italia ha generato un fatturato di circa 58,6 miliardi di euro. Il settore che più di tutti è stato coinvolto fin dai primi mesi dall’anno nel boom di vendite online è il Food & Grocery. I beni alimentari, quindi di prima necessità, sono i più venduti online in Italia nel 2020, insieme a farmaci senza obbligo di ricetta e prodotti per la cura della persona. Altri ambiti coinvolti nell’impennata degli acquisti e dei pagamenti online di quest’anno sono:di consumo (complice la necessità di attivare politiche di smart working e di scuola a distanza)

  • lo sport e il fitness (soprattutto accessori e strumenti per gli allenamenti a casa)
  • piattaforme streaming, film e serie tv (abbonamenti e sottoscrizioni)
  • prodotti pet (cibo e accessori per animali)
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