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IL Distretto Industriale Del Mobile Italiano: La Prova Di Ripartenza Tra Digitalizzazione E Sostenibilita

Una delle forze del Made in Italy è l’industria del mobile. Un settore che figura come il quarto settore italiano per avanzo commerciale riguardo agli scambi internazionali1.

Un ruolo importante è svolto dai distretti industriali che hanno reso competitivo a livello internazionale il settore e fanno parte per circa il 76% dell’avanzo commerciale di settore.

I Distretti Industriali del Mobile più importanti sono il Distretto della Brianza Comasca e Milanese, del mobile classico della Bassa Veronese e Bassa Padovana, il Distretto dell’Alto Livenza e del Quartiere del Piave della zona di Treviso e Pordenone, il Triangolo della sedia di Manzano, il Distretto del mobile di Forlì, il Distretto del Mobile di Pesaro e Urbino ed il Triangolo del salotto di Bari-Matera.

I punti di forza del settore sono il design Made in Italy famoso in tutto il mondo, ma anche la caratteristica filiera corta e radicata nel territorio, ed una specializzazione nell’alto di gamma in quasi tutti i comparti.

IL DISTRETTO DEL MOBILE DELLA BRIANZA

Nasce agli inizi del Novecento come produzione artigianale locale. Pian piano il prodotto diventa sempre più richiesto e la produzione si consolida trasformandosi in industriale. Inizia una fase di trasformazione del processo produttivo focalizzandosi su prodotti di fascia medio-alta e su figure professionali altamente qualificate.

Il Distretto è specializzato nella produzione di mobili ed oggetti in legno, ma anche in metallo e complementi d’arredo. Si caratterizza per la grande creatività nella fase di progettazione e design e per la continua ricerca del “bello”. Un distretto costituito di piccole imprese ma anche grandi imprese dalla connotazione internazionale.

Il Distretto del mobile della Brianza contribuisce in maniera evidente ad esportare il marchio Made in Italy in tutto il mondo.

IL DISTRETTO DEL MOBILE CLASSICO DELLA BASSA VERONESE E PADOVANA

Caratterizzato da piccole e medie imprese artigianali, il Distretto del mobile classico comprende le province di Verona, Padova e Rovigo.

La caratteristica del Distretto è l’essere composto di aziende artigianali con un forte accentramento della fase produttiva e un decentramento, appoggiandosi a specialisti esterni, per quanto riguarda le fasi di lucidatura, verniciatura e finitura.

I mercati di sbocco del settore mobili classici sono per lo più all’estero, dall’Europa agli Stati Uniti fino a Russia, Giappone e Paesi Asiatici.

IL TRIANGOLO DELLA SEDIA DI MANZANO

Il cosiddetto Triangolo della Sedia è situato in Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Udine, e comprende i comuni di Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo.

Una storia iniziata nell’800 con piccole botteghe artigiane, che hanno visto nei primi anni del ‘900 aumentare la produttività fino al dopo guerra, dove le piccole botteghe famigliari hanno saputo reagire alla crisi post-bellica arrivando al periodo del boom economico con un’alta produttività e l’organizzazione in Distretto Industriale.

Il fulcro di questo Distretto industriale del legno-arredo è Manzano, conosciuta in tutto il mondo come la capitale della sedia.

Oggi questo distretto industriale non ha perso l’esperienza artigiana di un tempo, e grazie anche ad una forte specializzazione in design e progettazione e alla gestione aziendale di tutte le fasi della filiera produttiva, ha sbocchi commerciali in Europa, Stati Uniti ed Oriente.

IL DISTRETTO DEL MOBILE IMBOTTITO DI FORLI

Conosciuto come il Distretto del mobile imbottito, il territorio nel quale si espande è l’area di Forlì e i comuni limitrofi.

Vengono prodotti artigianalmente mobili imbottiti di qualità e fascia medio-alta, che insieme agli altri Distretti del mobile imbottito come quello della Murgia e di Pistoia, ha reso questo settore ed area uno dei più conosciuti e con un grande potenziale di crescita anche nelle vendite nazionali ed internazionali come Stati Uniti e nuovi mercati come Russia e Cina.

IL DISTRETTO DEL MOBILE DI PESARO E URBINO

È il Distretto del legno e del mobile di Pesaro – Fossombrone – Piandimeleto, che ha preso vita negli anni del dopoguerra e anni sessanta, dove le tante falegnamerie locali, grazie ai progressi tecnologici, sono riuscite a standardizzare la produzione arrivando ad un’economia di scala.

La produzione è di fascia medio-bassa di stile moderno ed è punto di riferimento per il mercato nazionale soprattutto nel centro e sud Italia. La fase di esportazione del settore cominciò fin dagli anni ’70 puntando verso il Medio Oriente.

Oggi questo Distretto è uno dei principali esportatori di mobili nel mondo in mercati come Russia, Francia e Germania in Europa, Medio Oriente.

IL TRIANGOLO DEL SALOTTO DI BARI-MATERA

Distretto industriale del mobile imbottito sviluppatosi negli anni’50 grazie ad un’impresa che è stata da traino per tutta la zona come la Natuzzi.

La produzione oltre che del mobile imbottito è importante anche nel settore dei salotti.

Grazie all’innovazione nel sistema produttivo ed al continuo investimento nelle nuove tecnologie, il Distretto ha saputo superare le crisi degli ultimi anni, soprattutto quelle concorrenziali da parte dei Paesi emergenti, internazionalizzando il prodotto ed esportando per la maggior parte la maggior parte della produzione verso Europa, Stati Uniti, Australia e Medio Oriente.

ANALISI DEL SETTORE: PRESENTE E FUTURO POST COVID

L’emergenza dettata dalla pandemia di Covid ha modificato le strategie di molti settori produttivi.

Il presente ed il futuro che il settore del mobile deve affrontare deve far leva sempre più strategicamente sui Distretti Industriali di settore.

Il design e la creatività Made in Italy sono riconosciuti in tutto il mondo, ed è su questo che si poggia il successo del settore del mobile e la competitività sui mercati internazionali sempre più in crescita.

La caratteristica fondamentale dei Distretti Industriali del Mobile italiano, che ha permesso di reagire alla crisi pandemica del mercato (-25,5% export marzo 2020) 1, è stata la filiera produttiva corta e di prossimità, con una più facile localizzazione ed una immediata reazione da parte dei fornitori agli eventi esterni.

Ciò ha permesso di registrare un trend positivo del fatturato già dalla metà del 2020 con la ripresa dell’export verso Stati Uniti ed Europa.

Traino dell’export, inizialmente verso Europa ed Oriente, è il Distretto del Mobile imbottito di Forlì (+45,5% nel terzo trimestre)1 insieme al Distretto delle Cucine di Pesaro (+22,5%)1 e dell’imbottito della Murgia (+10,5%)1.

La digitalizzazione del settore del mobile risulta essere sempre più un mezzo fondamentale per entrare in nuovi importanti mercati esteri, soprattutto per quanto riguarda l’alta gamma di settore.

Attraverso la digitalizzazione, intrapresa già da tempo dalle aziende più grandi e strutturate, si cercherà di raggiungere una migliore comunicazione anche attraverso l’interazione con la tecnologia virtuale.

L’obiettivo è l’implementazione del sistema vendite con strategie online e offline per avvicinare i clienti in tutto il mondo a vivere il marchio attraverso un’esperienza omnichannel.

Ad esempio, la pandemia ha spinto aziende del settore a reagire in maniera diversa, come Febal con il servizio di consulenza gratuita di Interior Design via web, Poltrona Frau con la visione 3d delle sue collezioni, oppure come Calligaris che ha creato un nuovo sito internet o Molteni, che, oltre ad un nuovo configuratore arricchito della possibilità di personalizzazione del prodotto, per espandere il proprio mercato negli Stati Uniti ha aderito alla piattaforma di vendite online americana 1stDibs.

L’e-commerce, causa la pandemia e l’annullamento delle fiere, ha visto emergere sul mercato online nuove divisioni come l’arredamento e l’home living, che hanno visto impennarsi la loro quota vendite di circa il 31% rispetto al 20191.

Fondamentali per il futuro del settore saranno l’apporto dell’innovazione attraverso l’implementazione di nuove tecnologie di processo, che permettano la competitività con i mercati emergenti, e di un nuovo approccio sostenibile dei processi produttivi con un occhio di riguardo all’economia circolare.

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