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Il Turismo Enogastronomico Volano Per l’export Del Made In Italy 21 Ottobre 2021

 

La Creazione Del Primo Distretto Delle Città Creative Unesco Per La Gastronomia Italiano

La carta vincente del Made in Italy agroalimentare a livello nazionale ed internazionale è che il nostro BelPaese può forgiarsi del fatto di essere il migliore paese dell’Unione Europea per quanto riguarda il numero di marchi registrati Dop, IGP, Doc, Docg e IGT.

Sono circa 300 i prodotti tra Dop e IGP e circa 500 i vini tra Doc, Docg e IGP.

Ognuno di essi ha una storia di cultura, tradizione e trasmissione di un sapere antico.

Un patrimonio enogastronomico unico che è il volano per il turismo italiano e per l’export del nostro “bello buono e ben fatto”.

Un patrimonio enogastronomico che è una vera e propria “istituzione”, un “brand enogastronomico italiano” che negli ultimi anni, nonostante la pandemia lo abbia intaccato come accaduto in quasi tutti i settori, è in crescita continua.

Turismo e produzione di qualità sono indissolubilmente legati.

Il cibo costituisce un patrimonio sia produttivo che culturale da esplorare.

Negli ultimi anni è in forte ascesa il turismo enogastronomico che attrae un vasto numero di viaggiatori di tutto il mondo interessati a conoscere, oltre che le bellezze culturali e paesaggistiche di un territorio, anche l’arte culinaria locale e i vini del territorio.

Food & Wine

Il cibo sta diventando sempre di più uno dei principali criteri di scelta del luogo della propria vacanza. Un “cibo Made in Italy” che rappresenta lo stesso souvenir per la maggiore parte dei turisti italiani e stranieri nel nostro paese, che “esportano” le nostre eccellenze agroalimentari nei loro paesi di origine.

Tra le specialità più acquistate in prima posizione vi è sicuramente il vino e a seguire i formaggi, i salumi e l’olio.

A questi, ultimamente, si aggiungono delle esperienze sensoriali a tema uniche come le visite e le degustazioni nelle cantine, nei birrifici, nei frantoi, ma anche la stessa partecipazione a fiere di settore (ad. esempio Fiera Internazionale del tartufo di alba), che portano il turista a vivere un’esperienza enogastronomica completa, a 360°.

Food & Wine

Una modalità di turismo che interessa a tutte le generazioni, dalla “Generazione X” fino ai “Millennials”.

Un’attenzione da parte dei viaggiatori per la valorizzazione dei territori, delle tradizioni e della cultura in linea con le ormai nuove e consolidate abitudini di vita e di consumo diffuse negli ultimi anni di attenzione verso l’ambiente.

La situazione post-pandemica

La crisi conseguente alla pandemia Covid-19 ha colpito tutti i settori economici, ma alcuni di essi come il settore del turismo, a causa delle restrizioni di spostamento, ha subito le maggiori ripercussioni.

Nel Rapporto Export 2021 di SACE di settembre 2021, si attende un recupero solo parziale (+5,1%)1. nel corso di quest’anno per quanto riguarda l’export di servizi, colpito soprattutto nel comparto turistico.

“La vera e propria ripresa avverrà nel 2022 quando l’export di servizi tornerà ai livelli del 2019, grazie a un aumento del 35,1%.”1

“La crescita proseguirà anche nel biennio successivo a un ritmo medio del 5%, toccando i 120 mld.”1

Export che in generale si trova in continua e graduale crescita visti i dati dei primi mesi del 2021 rispetto all’anno pandemico (+23,9%) e al 2019 pre-covid (+4,6%).1

Distretto delle Città Creative Unesco

Un patrimonio enogastronomico, quello italiano, che va da Nord a Sud e vede sempre più Tour Operator stranieri, soprattutto americani e tedeschi, offrire pacchetti di viaggio a tema enogastronomico.

Si sono così sviluppati nel tempo dei veri e propri distretti enogastronomici, come il distretto delle Langhe, del Chianti, le colline del Prosecco o il distretto del Franciacorta.

Ma fin dal 2015 le città di Parma, Alba e Bergamo sono state unite da un filo indissolubile: il cibo.

Tutte e tre le città sono state nominate Città Creative dall’Unesco per la gastronomia (2015-Parma, 2017-Alba, 2019-Begamo) ed il 21 ottobre 2021 nascerà ufficialmente il primo Distretto delle Città.

Creative Unesco per la gastronomia italiano, che vedrà in futuro programmi ed organizzazione di iniziative ed eventi comuni.

Nel mondo esistono 246 città che vantano questo titolo conferito dall’Unesco e che fungono da centro di sviluppo locale ed internazionale.

Questa iniziativa sarà un modo di rilancio del turismo, enogastronomico e non solo, dopo il periodo di crisi pandemica, con lo scopo di proporre internazionalmente le tre città come un’unica entità.

Una collaborazione che porterà a conoscere le eccellenze di ogni città coinvolte e che ha nei suoi obiettivi la creazione di una rete trasversale di conoscenze non solo del settore gastronomico, ma anche del settore artistico, letterario, musicale, di design del Distretto.

Ogni quattro anni sarà presentato un rapporto sull’impatto delle attività proposte e verrà presentato il programma di sviluppo delle Città Creative dei successivi anni.

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