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Una secolare eccellenza del Made in Italy tra distretti industriali e opere d’arte conosciute in tutto il mondo

La ceramica italiana è nel mondo sinonimo di qualità.

È un prodotto di eccellenza del Made in Italy che si distingue per il suo alto livello qualitativo, la raffinatezza e la cura dei dettagli, l’innovazione e la fantasia.

LA CERAMICA ITALIANA

L’Italia è “un paese di ceramica” ed è tra i primi mercati mondiali.

La ceramica è da sempre uno dei settori trainanti dell’economia italiana con un export del 75-80%, grazie ad una tradizione produttiva dislocata lungo tutta l’Italia.È un’arte antica e contemporanea allo stesso tempo conosciuta in tutto il mondo.

Infatti da nord a sud, grazie alla presenza di territori ricchi di argille e di materie prime di qualità, troviamo alcuni dei più famosi distretti industriali del mondo, come quello di Sassuolo e Faenza o come quello in Veneto con Nove e Bassano del Grappa, ma anche di alcune eccellenze produttive come quelle di Civita Castellana nel Lazio e Caltagirone in Sicilia.

I distretti industriali la “forza della ceramica”

La forza produttiva sta nel raggruppamento di piccole e medie aziende in aree geografiche ben definite: i distretti industriali.

1. Il distretto della ceramica di Sassuolo

LA CERAMICA ITALIANA

Nato fin dal XVIII secolo con la creazione della prima azienda produttiva di maiolica con il nome di “Fabbrica della Maiolica”, ha visto la sua crescita negli anni successivi alla seconda guerra mondiale con un boom produttivo del settore delle piastrelle.

Pian piano, grazie anche all’innovazione attraverso nuove tecnologie e la progettazione di designer, i rivestimenti diventano di “tendenza”, alla “moda” e la piastrella diventa anche arredamento.Tra gli anni ’50 e gli anni ’80 la produzione delle maioliche si espande grazie al sorgere di nuove imprese anche nei comuni limitrofi a Sassuolo nella provincia di Modena e Reggio Emilia, facendo conoscere l’intera area come specializzata nella produzione di piastrelle in ceramica per rivestimento e successivamente per pavimento, creando un vero e proprio indotto della ceramica.

Grazie all’innovazione tecnologica dei processi e dei prodotti e all’innovazione digitale, distretti di produzione di ceramica industriale, come quello di Sassuolo, sono riusciti a superare le crisi nel tempo, aumentando le dimensioni dei materiali o con nuove lavorazioni, attraverso la decorazione digitale o nuovi materiali come il grès.

Negli anni ’90, la produzione di piastrelle traina l’Italia a diventare leader mondiale nel settore.

2. Faenza

LA CERAMICA ITALIANA

Grazie alle caratteristiche del territorio, piccole botteghe artigiane locali hanno sviluppato un’arte, quella della decorazione di oggetti in ceramica fatti a mano, destinata all’esportazione in tutto il mondo.

Faenza, inoltre. richiama ogni due anni nel primo weekend di settembre, con l’International Festival of Ceramics – Argillà Italia, più di 250 espositori da tutta Europa di prodotti in ceramica.Famosa per la produzione della ceramica e della maiolica fin dal XII secolo, è divenuta un punto di riferimento per gli amanti di quest’arte grazie anche al Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC), patrimonio dell’Unesco dal 2011.

3. Il Distretto della ceramica di Nove e Bassano del Grappa

Un Distretto dalle due anime: la ceramica artistica e le porcellane e vetro artistico.

La produzione è dedicata ad eleganti prodotti per la casa, ma anche alla riproduzione di antichi modelli utilizzati come accessori ed ornamenti.

Una produzione che vede fare sempre più ricorso alla innovazione di prodotto e di processo, come anche la salvaguardia dell’ambiente, per accrescere oltre che la qualità anche la propria internazionalizzazione.

4. Il distretto industriale di Civita Castellana

LA CERAMICA ITALIANA

Una storia produttiva che negli anni a partire dal XX secolo si è andata specializzando nella produzione di ceramiche per usi domestici ed ornamentali e per uso igienico-sanitario, la cui elevata qualità e design è stata riconosciuta dal marchio “Ceramics of Italy” introdotto da Confindustria della Ceramica.Situata nella zona del Viterbese a 50km da Roma, Civita Castellana, comune dal grande patrimonio artistico e archeologico, è famosa in tutto il mondo per la produzione di ceramica artistica tradizionale, alla quale è stata riconosciuto anche il marchio “Doc” dal Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, rappresentando uno dei distretti industriali del Lazio.

La ceramica siciliana – CALTAGIRONE

LA CERAMICA ITALIANA

La ceramica siciliana è sinonimo di eccellenza in tutto il mondo.

L’arte delle ceramiche maioliche e della terracotta è un simbolo dell’intera isola, ma è Caltagirone, con le famose teste di Moro e le pigne siciliane, il simbolo nel mondo dell’artigianato siciliano.

Il distretto ceramico dell’area di Caltagirone, Santo Stefano di Camastra e Sciacca, vanta una storia secolare fin dai tempi dei greci che importarono l’arte della ceramica e dell’artigianato e successivamente gli arabi ne perfezionarono le tecniche.

Ma a Caltagirone la ceramica è ovunque, dalle abitazioni ai negozi e laboratori, ma anche nel decoro urbano.

Infatti il centro storico, con la Scala di Maria del Monte dove ogni alzata dei 142 scalini è decorata con rivestimenti in maiolica, è Patrimonio dell’Unesco.

Un’eccellenza artigianale, la ceramica di Caltagirone, amata in tutto il mondo grazie all’esportazione che ha portato nelle case di tutto il mondo ad essere esposte delle vere e proprie opere d’arte Made in Italy prodotte con le antiche tecniche artigianali di lavorazione, che ulteriormente espongono il marchio “Decop” – Denominazione Comunale di Provenienza, che tutela l’artigianato di Caltagirone dal 2003.

Differenze tra la ceramica siciliana e la produzione industriale

Nella ceramica siciliana tutto è fatto a mano, dall’estrazione alla modellazione.

L’artigiano sceglie il filone più adatto all’opera che intende realizzare e le peculiarità del prodotto dipendono dalle tecniche usate dai maestri ceramisti.

I costi rispetto al prodotto industriale sono più alti. Tutto viene rigorosamente prodotto a mano per rendere il prodotto esclusivo senza standardizzazione e grandi tirature.

Invece industrialmente l’argilla viene ricavata attraverso l’uso di pale meccaniche e di nastri trasportatori non consentendo una selezione preventiva della terra.

Le grandi aziende, inoltre, non effettuano la stagionatura, ma attraverso processi chimici e stampi forgiano a secco o a umido e cuociono il prodotto una sola volta prima di essere decorato.

l’EXPORT e LA SITUAZIONE OGGI con vista sul futuro

Oggi, l’Italia non è più il leader mondiale nel mercato della ceramica a favore di paesi come Spagna in Europa, grazie a costi inferiori di materie prime e manodopera, e Paesi emergenti come Cina, che sfrutta la fornitura di impianti italiani, Brasile, Turchia, India, Bangladesh e Vietnam.

L’Italia resta comunque tra i primi paesi produttori al mondo, ma soprattutto ne è il leader mondiale per la qualità delle piastrelle.

In un mercato interno italiano non molto florido, a sostenere l’intero comparto sono le esportazioni.

Oggi i produttori di piastrelle italiani, come quelli del Distretto Industriale di Sassuolo, esportano l’80% del grès prodotto, diventando gli ambasciatori di questa eccellenza del Made in Italy nel mondo, ed il punto di riferimento per paesi come Stati Uniti, Canada, Estremo Oriente e Paesi dell’area del Golfo, grazie alla qualità e l’innovazione tipica del prodotto.

Anche l’industria italiana delle piastrelle di ceramica ha subito il contraccolpo del lockdown dovuto alla pandemia del Covid-19, che, in aggiunta alla crisi di settore del 2019, ha subito perdite stimate in 350milioni di Euro (dati Confindustria Ceramica).

Anche se in progressiva ripresa, ne hanno risentito le esportazioni come lo stesso mercato interno, anche a seguito del mancato inserimento della ceramica nel sistema di compensazione dei costi indiretti dell’ETS, dello sviluppo delle infrastrutture al servizio del distretto ceramico e della semplificazione delle procedure per il Superbonus 110%.

Per quanto riguarda l’esportazione di ceramiche artistiche, invece, come quelle di Faenza e soprattutto di Caltagirone, si è investito sulla formazione, sull’organizzazione in Consorzi, e sull’e-commerce in maniera da produrre e spedire all’estero ampliando gli orizzonti del proprio mercato di riferimento.

Si cerca di entrare nelle case di tutto il mondo con un prodotto, un’opera d’arte che riscuote grandissimo successo soprattutto negli Stati Uniti, attraverso l’uso dell’e-commerce e soprattutto con l’attenzione alle esigenze della clientela attraverso la creazione di pezzi personalizzati o decori personalizzati.

Un processo di internazionalizzazione perseguito anche attraverso la partecipazione a Manifestazioni fieristiche di settore nel mondo e attraverso il turismo di settore nelle aree di maggiore attrazione artistica.

Nel futuro vi è la ricerca della Sostenibilità, attraverso l’innovazione e l’ottimizzazione del processo produttivo, che ad oggi assorbe ancora troppa energia, attraverso un’educazione al prodotto ed un adeguamento dei prodotti che possano soddisfare le nuove esigenze della clientela sempre più attenta all’ambiente.

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