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La crisi del COVID-19 ha cambiato le abitudini dei consumatori ed è stato un acceleratore per una generale trasformazione digitale delle PMI italiane.

Durante la pandemia, i numeri dell’e-commerce sono aumentati, ma è stata la stessa adozione dello smart-working ad essere una nuova fase di trasformazione digitale della struttura organizzativa ed operativa delle aziende.

Le PMI italiane hanno da sempre un ruolo importante nell’economia, ma dal punto di vista dello sviluppo della digitalizzazione risultano essere ancora un po’ in ritardo difronte ad una priorità diventata oramai pressoché politica.

Il divario tra le PMI italiane e le grandi aziende è molto evidente, non dal punto di vista della gestione dei social e del proprio e-commerce, bensì nell’ambito delle applicazioni digitali di analisi dei dati.

Ovviamente le aziende più giovani e quelle più grandi sono state fin da subito pronte al cambiamento essendo già inclini per natura allo sviluppo digitale, avendo maggiormente investito nella digital transformation.

La pandemia ha dato così il via ad una fase di rinnovamento all’interno delle PMI, sia dal punto di vista organizzativo che culturale aziendale, e di adattamento ai nuovi scenari che ben presto si sono venuti a verificare, con un processo di ottimizzazione e semplificazione dei processi aziendali.

Una strada evidente da percorrere per affrontare la ripresa è lo spostamento sull’online dell’operatività e, in alcuni casi, anche dello stesso business aziendale.

Una trasformazione digitale che richiede una modifica delle stesse competenze aziendali, in modo tale da apprendere come utilizzare il digitale per acquisire le informazioni richieste, le esigenze dei clienti e prevederne i comportamenti futuri.

Una fase di apprendimento e miglioramento delle competenze che porti ad essere in grado di elaborare dei dati e personalizzare la propria offerta attraverso gli insight, cercando di accorciare sempre più i tempi di azione in maniera da far fruttare l’investimento nel digitale da parte dell’azienda.

Una strategia di data-driven marketing del quale non si può fare a meno.

Più si prevedono i comportamenti dei propri clienti e più si migliora l’esperienza stessa con i clienti.

Una strategia snella e precisa che in tempo reale permette di modificare le proprie campagne di marketing sulla base dei dati raccolti, ma anche sapere nell’immediato se la campagna ha avuto successo portando risultati positivi o negativi ed il successivo impegno nel migliorarla in entrambi i casi.

Gli strumenti di raccolta dati sono molto conosciuti e sempre in aggiornamento come Google Analytics, Facebook Ads., Salesforce, Adobe Analytics,

Una strategia che permette di filtrare i dati anche dal punto di vista demografico, geografico e di comportamento, permettendo di segmentare il proprio marketing personalizzando il messaggio a seconda del target da raggiungere.

Il web ha di fatto accelerato anche i processi di internazionalizzazione delle aziende.

Una esperienza Digital Export che richiede quantomeno una chiara strategia da seguire con l’obiettivo di ricevere maggiori richieste commerciali da parte del target di riferimento.

Bisogna pensare anche ad una strategia comunicativa differente per ogni paese, a seconda se si sia già presenti o meno, che possa esprimere al meglio i valori aziendali ed interpretare il proprio messaggio a seconda della cultura del Paese al quale si fa riferimento.

PIANO TRANSIZIONE 4.01

Priorità per il 2021 è la crescita del digitale del Sistema Italia garantendo un adeguato accesso a internet e agevolando la crescita e la digitalizzazione di cittadini e PMI.

Gli investimenti saranno destinati a creare una migliore strategia omnicanale e di comunicazione.

A questo proposito è da segnalare la proroga fino al 2023 del piano “Transizione 4.0”, uno dei “primi mattoncini su cui si fonda il Recovery Found Italiano” 1, varato dal Governo ad integrazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per agevolare la Digital e Green Transformation delle imprese.

Un investimento che consiste in circa 24 miliardi di Euro per una misura strutturale che vede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un importante anticipo dei tempi di fruizione per spese in beni strumentali ed investimenti nella ricerca e sviluppo ed innovazione digitale.

Oggi il digitale per le PMI italiane rappresenta l’opportunità di crescita e di uscita dalla crisi pandemica, ma anche uno strumento per riposizionarsi sul mercato attraverso il miglioramento delle competenze digitali a tutti i livelli aziendali, migliorando la competitività del tessuto imprenditoriale attraverso l’interazione con lo stesso Stato.

Fonte: 1- https://www.mise.gov.it

Image Credits: flickr.com/prevalentdigital

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