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Food Valley

L’intera economia italiana si basa su distretti industriali.

L’Italia da sempre ha visto sviluppare il proprio tessuto produttivo in zone dall’alta specializzazione produttiva, grazie alle risorse del territorio e alla stretta collaborazione di tutte le PMI coinvolte.

Un’area particolarmente vincente dal punto di vista dello sviluppo dei distretti industriali è l’Emilia-Romagna, che grazie alla qualità e creatività, ma anche alla capacità di adattamento e lo stretto legame con il territorio, esporta in tutto il mondo l’eccellenza del Made in Italy.

Tra i più importanti ed universalmente conosciuti Distretti dell’Emilia-Romagna si possono trovare la “Motor Valley” della provincia di Modena e Bologna con brand come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani, la “Biomedical Valley” di Mirandola, la “Packaging Valley” bolognese, il distretto delle piastrelle di Sassuolo,il distretto della ceramica di Modena e Reggio Emilia, la “Food Valley” di Parma.

PARMA e la FOOD VALLEY EMILIANA

La cosiddetta “Bassa emiliana”, cioè le zone incluse tra le province di Modena, Reggio Emilia e Parma, è riconosciuta in Italia e nel mondo come la “Food Valley” italiana.

Un territorio, che grazie alla qualità dei prodotti e della stessa produzione, attenta fin da subito all’innovazione e alla sostenibilità ambientale, è invidiato in tutto il mondo per le eccellenze gastronomiche ed ha il primato europeo di prodotti DOP e IGP.

Parma è la città ambasciatrice della “Food Valley” nel mondo ed è stata proclamata Città Creativa UNESCO per la gastronomia italiana. Possiede il “più grande tesoro gastronomico italiano” come citato da Forbes in alcuni articoli.

Grazie all’elevato know-how di alcune grandi industrie del territorio unito all’artigianalità delle piccole e medie imprese della zona, si è dato vita ad un distretto di filiera, che ha radici millenarie ma che ha saputo consolidare nel tempo attraverso la tecnologia i propri processi artigianali, riconosciuto in tutto il mondo.

Parma è conosciuta per eccellenze gastronomiche mondiali come Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Fungo di Borgotaro, oltre alla pasta, alle conserve e al vino.

Conoscenza ed innovazione nel settore agroalimentare

Il distretto industriale, per la natura della sua struttura organizzativa di collaborazione continuativa tra aziende del territorio, ha favorito lo scambio di conoscenze tra i suoi attori e la conseguente nascita di un’industria meccanica specializzata nella progettazione e produzione di macchine ed impianti per lo sviluppo di prodotti alimentari.

L’alta specializzazione ha positivamente influenzato l’efficienza di tutto il sistema produttivo locale aumentando ancora di più la qualità dei prodotti e l’evoluzione dei processi, creando le condizioni favorevoli per rispondere prontamente agli input della digital transformation in atto negli ultimi anni in tutti i settori produttivi.

Il comparto meccanico specializzato nel settore agroalimentare è ai vertici italiani di settore per fatturato ed esportazioni, con un’incidenza dell’export superiore al 50%.

IL DISTRETTO INDUSTRIALE COME VOLANO PER IL TURISMO

Oltre a Parma, Capitale Italiana della Cultura 2021, molte sono le città dell’Emilia-Romagna che hanno ottenuto un riconoscimento UNESCO.

Le eccellenze del territorio parmense sono conosciute in tutto il mondo ed i suoi prodotti sono una vera e propria garanzia di qualità, gusto e cultura.

Ed infatti il cibo è visto come cultura, andando così a creare un tour artistico eno-gastronomico a Parma, meta internazionale del turismo “del gusto” sempre più ambita, e lungo tutta la Via Emilia.

Prodotti di una tradizione del “saper fare” italiano come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, l’Aceto balsamico ed il Cotechino di Modena, la Mortadella di Bologna, la pasta, la Piadina romagnola, sono solo alcuni dei grandi “brand agroalimentari” che accompagnano i turisti in un tour emozionale del gusto, dove anche alcune aziende risultano essere aperte al pubblico.

Parma, ad esempio, permette di vivere una vera e propria esperienza del modo di vivere di chi “crea con passione il buon cibo”, offrendo itinerari dedicati alla biodiversità o visite alle fattorie delle vallate Emiliane, oltre alle visite dei vari musei del cibo.

Questo concetto di esperienza gastronomica itinerante ha favorito il nascere di start-up con questo core business, ad esempio Bike Food Stories, nonché di tour operator specializzati.

UN DISTRETTO PROPENSO ALL’EXPORT1

La qualità, l’eccellenza e la visibilità internazionale sono da sempre i motori di una regione, l’Emilia-Romagna, propensa all’export e a generare valore.

Nonostante l’incertezza data dal periodo pandemico, il 2020 si è chiuso con un 8% in meno per l’export dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna, segnando comunque una performance migliore rispetto alla media degli altri distretti nazionali.

Ma è il distretto alimentare di Parma che non risente della pandemia, segnando +20%, e nei mesi futuri diversi distretti avranno in ogni caso interamente recuperato il terreno perso nel periodo della pandemia.

Una spinta alla ripartenza del food italiano, amato in tutto il mondo, e all’export dell’agroalimentare Made in Italy è l’edizione di Cibus 2021, che sarà la prima grande fiera internazionale italiana che si terrà in presenza a Parma dal 31agosto al 3 settembre, con l’obiettivo di valorizzare sempre di più i brand di settore.

“Voglio pensare a Cibus come al momento simbolico della ripresa dell’industria alimentare italiana”, ha detto il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio, presentando l’evento insieme al numero uno di Agenzia ICE Carlo Ferro e ai vertici di Fiere di Parma.

“Sono contento di veder ripartire il sistema agroalimentare che è l’emblema dell’Italia nel mondo, e ancora di più sono contento di vederlo ripartire assieme al settore fieristico quale vetrina dell’export italiano generatore di crescita”. Così Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri, saluta l’annuncio della fiera Cibus 2021.

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