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Osservatorio Digitale

L’innovazione Digitale Al Servizio Della Scienza Della Vita – Binomio Indissolubile Del Distretto Biomedicale Mirandolese

STARMED e DIMAR – eccellenze nei caschi respiratori salvavita Made in Italy

Distretto Biomedicale

Il territorio sul quale si estende il Distretto Biomedicale Mirandolese comprende principalmente l’area nord della Provincia di Modena e la zona intorno a Mirandola, vero centro nevralgico del distretto, e i comuni limitrofi.

Il distretto biomedicale di Mirandola, nato negli anni’60, è considerato il più importante del settore in Europa e terzo nel mondo, dopo quello di Minneapolis e Los Angeles.

Grazie anche ad un tessuto imprenditoriale con forte propensione verso i mercati esteri, un territorio che all’origine era terra di agricoltori senza alcun vantaggio infrastrutturale, ha attirato gli investimenti di vari colossi mondiali del settore tecnologico/medicale.

L’ecosistema locale è costituito da PMI e start-up innovative sempre più in forte crescita, con un vantaggio competitivo legato alla forte specializzazione tecnologica legata ad alti standard di innovazione.

Il Distretto Biomedicale di Mirandola conta oltre 100 aziende specializzate in prodotti plastici monouso ed elettromedicali: per la maggior parte si tratta di PMI italiane (85,6%) ma sono numerose anche le multinazionali (14,4%) sia estere (60%) sia italiane (40%), che danno occupazione a circa 5.000 persone e realizzano un fatturato di quasi 1 miliardo di euro (compreso l’indotto).

Il Distretto Biomedicale Mirandolese1

Il distretto nacque negli anni sessanta per iniziativa di Mario Veronesi, il quale iniziò a produrre i primi tubicini di plastica nel garage della sua abitazione fondando la Miraset.

Iniziando a creare una fitta rete di contatti a livello ospedaliero, gli affari iniziarono a crescere e nel 1964 Veronesi crea lo stabilimento della Sterilplast in cui realizza il primo rene artificiale italiano, risultando uno dei più sofisticati dell’epoca.

Nonostante gli affari andassero bene e vedendo le potenzialità dei vari progetti imprenditoriali, le risorse finanziarie iniziavano a mancare e iniziò così un primo spin-off, che ha visto fondare, nel 1964, la Bellco tra Veronesi e la multinazionale svizzera Sandoz, che innescherà un circolo virtuoso di nascita di nuovi progetti imprenditoriali e successive fusioni.

Il distretto biomedicale diventa leader in Europa, e gli anni 2000, che hanno visto la zona colpita anche da un forte terremoto che ne è stato la spinta per performance addirittura superiori al pre-sisma, hanno attirato l’interesse di investitori stranieri e delle grandi multinazionali attratte dalle capacità tecnologiche della zona, dando luogo a numerosi passaggi di proprietà ed a fenomeni di concentrazione industriale e contribuendo allo sviluppo locale.

DIMAR Medical Devices e STARMED Intersurgical2

Dimar Medical Devices

DIMAR è una PMI operante del settore biomedicale, specializzata nella produzione e commercializzazione di dispositivi medicali e di tecnologie altamente innovative per il trattamento dell’insufficienza respiratoria acuta (IRA) e della ventilazione non invasiva (NIV).

È stata fondata nel 2002, con l’intento di sviluppare una filosofia globale sulla NIV, supportata da innovative tecnologie e i suoi maggiori utenti sono i reparti di terapia intensiva, pneumologia, primo soccorso, emergenza, medicina, ematologia e infettivologia, cardiologia e neonatologia di 125 ospedali italiani e di molte altre strutture oltre confine raggiunte grazie ai propri distributori multinazionali.

Il proprietario unico della Dimar è Maurizio Borsari, il quale ideò già nel 1991 una prima versione di casco come interfaccia funzionale all’uso nella camera iperbarica.

Starmed

Fondò nel 1999 un’altra eccellenza del Made in Italy di questo settore: la STARMED.

La StarMed è la prima produttrice al mondo di caschi per la Ventilazione Non Invasiva, ed oggi, partecipata della Società inglese Intersurgical, è, insieme alla Dimar e ad un’altra eccellenza italiana lombarda, la Harol, la più importante produttrice di caschi per la ventilazione respiratoria.

Strategia vincente

La strategia vincente di entrambe le Società è il continuo investimento nella Ricerca e Sviluppo e specializzazione.

Questa fase, insieme alla produzione e commercializzazione dei prodotti, è incentrata sulla soddisfazione del cliente e dei pazienti.

Una strategia che permette ad entrambe le aziende, ma anche a tante altre eccellenze del Distretto Biomedicale, di mantenere standard elevati nella progettazione e realizzazione dei propri prodotti rispondendo in maniera rapida ed efficace alle esigenze dei clienti.

Distribuzione in tutto il mondo

La distribuzione per la Dimar avviene attraverso accordi con distributori multinazionali, ad esempio la Covidien per il mercato internazionale, ed acquisendo gli ordini attraverso gare d’appalto pubbliche e private.

La continua innovazione, invece, è lo standard che consente alla StarMed di rispondere con efficacia agli attuali bisogni e di distribuire in tutto il mondo i propri prodotti/servizi grazie alla Intersurgical.

Impatto Covid-19 sulla produzione

Starmed

Per la StarMed, per esempio, come per la Dimar e molte altre realtà del distretto, la pandemia ha avuto un impatto incrementale sulla produzione.

I caschi sono risultati essere un fondamentale strumento per permettere ai pazienti con grave insufficienza respiratoria, causata dalla polmonite da Covid, di ridurre il ricorso alla intubazione attraverso l’ossigeniterapia ad alti flussi.

Per la StarMed si è trattato di un +700% nella produzione, con conseguente ampliamento della linea produttiva ed aumento di personale e turni lavorativi.

Starmed

Prima della pandemia Intersurgical StarMed produceva 30.000 caschi all’anno di cui il 30% venivano destinati all’esportazione, con l’avvento del Covid-19 la produzione è passata nei primi tempi a 50.000 caschi con una richiesta sempre più alta dall’estero toccando anche il 60% di esportazione della produzione e facendo così conoscere, in un momento particolare, l’eccellenza italiana in tutto il mondo.

Il futuro del Distretto e i suo attori

La grande sfida pandemica, cominciata nel 2020, ha visto rispondere con prontezza il settore biomedicale italiano, e distretti come quello di Mirandola essere punto di riferimento internazionale.

Il futuro sarà sempre più importante per il settore, visto il protrarsi della pandemia.

L’innovazione sarà sempre il filo conduttore di un settore dove la Scienza della Vita incontrerà sempre di più l’industry 4.0, in stretta collaborazione con l’AI, IoT, Big Data e Digital Twin.

Anche questo settore vedrà una sua transizione ecologica, che vedrà nel futuro l’uso di materiali biocompatibili come le bioplastiche, ed il Distretto di Mirandola sarà sempre il protagonista con la storica tradizione in Ricerca e Sviluppo ed Innovazione, binomio che dovrebbe tenere lontana la concorrenza.

  • Fonte https://distrettobiomedicale.it/
  • Fonte http://www.dimarsrl.com/ita/

Fonte https://it.intersurgical.com/\

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